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“Living” la Vida Loca

Il Living, che le nostre mamme chiamerebbero umilmente “salotto”, è senza dubbio il luogo dove la famiglia passa la maggior parte del tempo. La prima volta che mia suocera è entrata in casa nostra è rimasta per cinque minuti interdetta, continuando a spostare lo sguardo tra la zona salotto e quella da pranzo, come se stesse seguendo una partita di tennis, alla fine, la sentenza: “Vi hanno fregato! Qui in mezzo manca una parete!”

A parte che inizialmente la parete divisoria c’era, solo che è stata sfondata quando Giosuè detto “il Caterpillar” ha scoperto il monopattino, donando così un aspetto molto più moderno all’intero appartamento. Il Living, che bella invenzione! Noi, per non farci mancare nulla, ci abbiamo infilato anche la cucina, così non ci spostiamo mai!

Anche perché, con due figli - ma a volte ne può bastare uno, se ben motivato - si raggiungono livelli di stanchezza tali per cui il divano non è più un solo il luogo dove gustarsi un film o una chiacchiera tra amici, no!

A casa nostra è diventato un padiglione polifunzionale in cui si mangia, si gioca e si dorme. “Si dorme”… Diciamo che più frequentemente, nel tentativo di far addormentare i piccoli mostri, la situazione diventa: papà e mamma svenuti cantando ninne nanne austriache, bambino dueenne arzillo che salta e si lancia dalla libreria come un piccolo Mowgli mentre bambina unmesenne in bilico sul bracciolo, gorgheggia la Tosca sbrodolando litri di saliva sulla testa del cane.

E il bello è che più il divano è grande, più (inconsciamente) sforni eredi ciucciodotati!
Noi, tre anni fa, avevamo una poltrona: quando è stata sostituita con un divano tre posti, è nato Giosuè. Il tempo di aggiungere una chaise longue ed è spuntata Olivia.
L’altro giorno, passando davanti ad una vetrina Febal Casa, mi ero fermata incantata a guardare un bellissimo angolare a otto posti; appena ho fatto per entrare nel negozio, Giamma si è fiondato in un’agenzia di viaggi e ha preso un solo biglietto, di sola andata per Honolulu.
Da solo.

Ok, ok, afferrato il concetto, ci fermiamo a due figli, ma appena trovo un volo low cost anche per me, ne riparliamo: perché se living significa letteralmente il vivere, allora non c’è niente che lo rappresenti meglio di quei nanetti generatori di felicità che invadono le nostre case.

Tanto, due o otto, in fondo, cosa cambia? Vero Giamma?
Giamma? Giamma, dove sei finito? Giammaaaaaa!
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